E’ completamente incorniciato dal tipico paesaggio umbro degli ulivi il giardino della cinquecentesca villa Fabri, dominante i dolci colli tra Assisi e Spoleto. Per la precisione la residenza si trova a metà collina, appena fuori la Porta del Lago, a Trevi, fatto che la rende trait d’union tra il centro del delizioso borgo umbro e la regolare campagna olivata circostante, dove, tra l’altro, tra la frazione di Borgo ed il fiume Clitunno nel Comune di Trevi viene coltivato il famoso sedano nero, presidio Slow Food. Ogni anno la terza domenica del mese di ottobre ricorre la mostra mercato che permette di scoprirne e acquistare questo prodotto dalle peculiari caratteristiche organolettiche.

Dell’organizzazione degli spazi esterni si sa per certo che fosse ricco di fontane alimentate dal lagofuori porta e dalle cisterne presenti nel parco stesso e che vi fossero orti, frutteti, vigneti ed oliveti. L’attuale sistemazione è frutto del restauro effettuato dal Comune di Trevi ed è costituito da semplici parterre erbosi delimitati da basse siepi di bosso e vialetti ghiaiosi Sono tre i terrazzamenti erbosi a parterre su cui è organizzato il giardino della villa. Li incornicia a sud-est una vasta area coltivata ad olivi (detta, appunto, “la chiusa”) da cui viene prodotto olio extravergine.

Ed è proprio da sud-est che si può ammirare la facciata più suggestiva e imponente del complesso con, in particolare, la doppia scalinata in pietra tra il secondo e il terzo livello di grande valore estetico per via del ninfeo a tre nicchioni, quello centrale impreziosito da due telamoni lapidei le cui teste barbute sorreggono l’architrave del pianerottolo. Le essenze arboree maggiormente presenti nel parco sono tigli disposti in ordine sparso, cipressi a filari, lecci.
Fu Gerolamo Fabri a ordinarne la costruzione alla fine del Cinquecento “per sollievo della sua vecchiaia, a gioia dei posteri e del paese”. Nel 1891 fu acquistata dal Collegio Boemo e successivamente passò al Collegio Etiopico.

Nel 2000, con l’acquisto da parte del Comune di Trevi, la storia della villa cambia. E’ anche in seguito alla recente “affiliazione” alla Rete Europea dei Giardini (European Gardens Heritage Network – Eghn) che la villa diviene sede della Rete regionale Ville, Parchi e Giardini e dell’Osservatorio per la biodiversità e il paesaggio rurale.
Il palazzo prende forma nel corpo principale e nell’ala aggiunta dai boemi. Il piano nobile è riconoscibile dai tre arconi centrali e dalle finestre a edicola. Le facciate sono finemente decorate da graffiti che rappresentano figure di angeli e santi boemi e, sul lato nord, da alcune città della Boemia. Tali decorazioni risalgono al periodo tra il 1912 ed il 1914 e sono opera di B. Cila e dell’abate benedettino Pantaleo Mayor.

Curato l’esterno, non da meno l’interno della villa che custodisce sin dall’atrio più di una sala dipinta, luoghi suggestivi e ricchi di figure allegoriche ed è tuttavia scendendo al piano seminterrato che si può ammirare la cappella, anch’essa opera del Cila e dell’abate Pantaleo Mayor. La cappella è preziosa anche in virtù del fatto che rappresenta un interessante e pressoché unico esempio italiano della scuola del Beuron, movimento artistico svedese sviluppatosi nella metà del XIX secolo ed ispirato a modelli pittorici egizi, greci, romani e bizantini.

BIBLIOGRAFIA
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REGIONE UMBRIA Assessorato alle Politiche Agricole e Agro-alimentari e Aree Protette, Direzione regionale Agricoltura e Foreste Aree Protette Valorizzazione dei Sistemi Naturalistici e Paesaggistici, Servizio Aree protette Valorizzazione dei Sistemi Naturalistici e Paesaggistici, Villa Fabri- ambiente paesaggio cultura. GIACCHE’ G., Appunti: “La Memoria degli assenti”, Perugia, 2010. FONTI WEB http://www.protrevi.com/protrevi/vlafabri.asp